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Curriculum – Raul Bova

Raul ‘Rollo’ Bova (è nato il 14 agosto 1971 Roma, ) – attore italiano, produttore e sceneggiatore della televisione, del cinema e del teatro, modello.

I primi anni

Il suo nome ha ricevuto dal nonno. I suoi genitori provengono dal sud Italia – padre Giuseppe di Reggio di Calabria, la madre di Napoli. Infanzia aveva calmo e accogliente. Mio padre ha lavorato in compagnie aeree “Alitalia”, e la madre si occupava della casa.

Il primo film che ho guardato questo a qualcuno piace caldo (1959) con Marilyn Monroe. Un sedicenne ragazzi, insieme con la squadra s. s. Lazio, ha vinto il campionato italiano dei 100 metri stile dorso. Ha studiato presso Istituto Superiore di Educazione Fisica, a Roma. Voleva diventare un agente di polizia, ma non ha superato l’esame di Carabinieri. È andato a scuola d’arte drammatica, ha studiato recitazione presso la Scuola di Beatrice Bracco con Michael Margottą a Roma e si dedicò alla carriera di attrice.

Carriera

A 21 anni, ha debuttato sul grande schermo nella commedia Quando siamo stati stłumieni (Quando eravamo repressi, 1992) ed è apparso in un film televisivo Italiano storia (Una storia italiana, 1992). I primi spallacci di recitazione ha guadagnato anche sul palco dei teatri italiani, tra cui spettacoli: Animali a sangue freddo (1993), Messico e nuvole (1994), Macbeth Clan (1998).

Ha attirato su di sé l’attenzione di ruolo di insegnante di nuoto a melodramacie Bella principessa (Piccolo grande amore, 1993), accanto Susannah York. Nel 1994 ha ricevuto il premio Telegatto per il ruolo di commissario Gianni potter Breda in settima serie della serie Piovra (La piovra 7, 1994), in cui è venuto alla luce un altro in una serie di otto (1997) e ix (1998), di condurre le indagini il giovane ispettore Carlo Arcuti, e questo ruolo lo ha reso popolare e in altri paesi del mondo. Ha giocato in film commerciali, come Palermo Milano biglietto di sola andata (Palermo Milano solo andata, 1995), nel ruolo di Nino Di Venanzio (nomination all’ottenimento del premio David di Donatello per il miglior attore), commedia Dolce vendetta (Avenging Angelo, 2002) fianco a fianco con Anthony Quinn, Madeleine Stowe e Sylvester Stallone, e come poczytny, tuttavia, il misterioso scrittore Marcello o commedia romantica Sotto il sole della Toscana (Under the Tuscan Sun, 2003), dove, come Marcello romanzo con matura scrittrice (Diane Lane) da San Francisco, che in un momento creativo e personale, di crisi, se ne va in Italia.

Volendo rompere lo stereotipo dell’attore sulla bellezza di un bel ragazzo, incapace di giocare profondi ruolo, con il successo incarnato in un austriaco, un ufficiale militare, dramma “di Confine” (La frontiera, 1996), ha parlato come un terrorista nel thriller Rewind (1998), ha svolto un uomo posseduto dal demonio nel film I Cavalieri che fecero l’impresa (2000) e di forma complessa Lorenzo in melodramacie Finestra (La Finestra di fronte, 2003). Italiana critica molto si vantava di come ha giocato di san Francesco d’Assisi (per il ruolo perso 14 kg) in film tv biografico Francesco (Francesco, 2002).

In polacco film biopic Karol – un Uomo che è stato il papa (Karol, un uomo diventato papa, 2005) ha giocato la vera figura del sacerdote Tommaso Zalesky, che durante l’occupazione nazista vuole mantenere la dignità e non si presta terrore.

La vita personale

Si è incontrato con Rominą Mondello (1994-95). Dal 1997 è stato associato con un medico veterinario Chiarą Giordano, che ha sposato nel marzo 2000. Hanno cresciuto tre figli: due figli, Alessandro Leon (nato il 29 gennaio 2000) e Francesco (n. 2001) e la figlia Sofia. Coppia con 2013 lontani, e Bova conosciuto con l’attrice spagnola Rocio Munoz Morales. 2 dicembre 2015 è nata la loro figlia Luna.

I suoi amici sono stati: Giorgio Armani, George Clooney, Alessandro Gassman e Maria Grazia Cucinotta.

Io, l’Altro è un Film con Raoul Bova

Due amici pescatori, il siciliano Giuseppe (Raoul Bova) e l’immigrato tunisino Youssef (Giovanni Martorana) partono per un viaggio di pesca a bordo di una barca di seconda mano, appena acquistato: dopo anni di lavoro sotto la guida del maestro, i due hanno fatto su di loro, ma continuano a essere disturbato dal mafioso che gestisce il locale mercato del pesce.

Una volta fuori, la radio è l’unico mezzo di comunicazione con il mondo esterno, annuncia che la polizia è sulle tracce di uno dei terroristi responsabili degli attacchi dell ‘ 11 marzo 2004 a Madrid, e tutto ad un tratto il rapporto tra i due amici si rompe: il terrorista voleva che si chiama esattamente come Youssef e tunisini. Uno sfortunato caso di omonimia che distruggono la loro vita: il sospetto che si insinua nella mente di Giuseppe, diventando sempre più forte di fronte al rifiuto di Youssef di presentarsi alla polizia per chiarire la situazione, forse perché non era in conformità con i documenti, o semplicemente a causa della paura, cedere il posto all’odio, al punto di innescare la cosiddetta “guerra di civiltà”, la stessa che ha spazzato il mondo, nel 2001, dopo gli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti.

Una guerra, contenuto nelle parole che compongono il titolo del film che racconta questa storia: “io, l’altro”- scritto e diretto nel 2007 da un rookie in Mohsen Melliti, intellettuale tunisino in esilio in Italia per ragioni politiche – in cui “l’altro” è un amico e un collega di lavoro, Youssef, che improvvisamente diventa il peggior nemico, la persona di cui diffidare e da cui difendersi ad ogni costo: l’uomo cattivo, il musulmano che l’infortunio induce Giuseppe a pensare che non può non colpire il mondo occidentale.

Il chiaro intento del film: spingere a riflettere sulla paura, spesso eccessiva e ciò che è diverso da noi, ma anche la responsabilità che i media hanno avuto, e forse continuano ad avere tutto questo. E di Mohsen Melliti dichiarato apertamente in un’intervista: “io e l’altro è nato dopo l’ 11 settembre, il mondo intero è preoccupato per queste storie di attacchi, scontri di civiltà, c’erano queste campagne di disinformazione, di ri-creare una guerra planetaria; poi è nato dalla necessità per l’individuo di rispondere a questo clima che ha creato il terrore, la paura di una guerra di civiltà […]””. Nel film è la radio a finire nel mirino del direttore: un meraviglioso veicolo in molti aspetti, ma anche negativi. Parole Incisive che Youssef indirizzata a Giuseppe: “Ora la radio che cosa è? Il corano?””. No, la radio annuncia la caccia a uno dei terroristi della strage di Madrid, porta il sospetto che in un angusto spazio della barca dei due pescatori, il sospetto che metterà fine alla loro amicizia attraverso inaspettate atti di violenza.

Film da vedere, assolutamente. “Io, l’altro” è un lavoro, svoltare a basso costo, e quasi interamente su una barca: intenso, doloroso, claustrofobico. Buona prova di recitazione dei due protagonisti: Bova (anche co-produttore del film) credibile con il siciliano stretto, e Martorana, straordinaria interprete siciliana, perfetto nel ruolo dell’immigrato tunisino. Buona visione.