Io, l’Altro è un Film con Raoul Bova

Due amici pescatori, il siciliano Giuseppe (Raoul Bova) e l’immigrato tunisino Youssef (Giovanni Martorana) partono per un viaggio di pesca a bordo di una barca di seconda mano, appena acquistato: dopo anni di lavoro sotto la guida del maestro, i due hanno fatto su di loro, ma continuano a essere disturbato dal mafioso che gestisce il locale mercato del pesce.

Una volta fuori, la radio è l’unico mezzo di comunicazione con il mondo esterno, annuncia che la polizia è sulle tracce di uno dei terroristi responsabili degli attacchi dell ‘ 11 marzo 2004 a Madrid, e tutto ad un tratto il rapporto tra i due amici si rompe: il terrorista voleva che si chiama esattamente come Youssef e tunisini. Uno sfortunato caso di omonimia che distruggono la loro vita: il sospetto che si insinua nella mente di Giuseppe, diventando sempre più forte di fronte al rifiuto di Youssef di presentarsi alla polizia per chiarire la situazione, forse perché non era in conformità con i documenti, o semplicemente a causa della paura, cedere il posto all’odio, al punto di innescare la cosiddetta “guerra di civiltà”, la stessa che ha spazzato il mondo, nel 2001, dopo gli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti.

Una guerra, contenuto nelle parole che compongono il titolo del film che racconta questa storia: “io, l’altro”- scritto e diretto nel 2007 da un rookie in Mohsen Melliti, intellettuale tunisino in esilio in Italia per ragioni politiche – in cui “l’altro” è un amico e un collega di lavoro, Youssef, che improvvisamente diventa il peggior nemico, la persona di cui diffidare e da cui difendersi ad ogni costo: l’uomo cattivo, il musulmano che l’infortunio induce Giuseppe a pensare che non può non colpire il mondo occidentale.

Il chiaro intento del film: spingere a riflettere sulla paura, spesso eccessiva e ciò che è diverso da noi, ma anche la responsabilità che i media hanno avuto, e forse continuano ad avere tutto questo. E di Mohsen Melliti dichiarato apertamente in un’intervista: “io e l’altro è nato dopo l’ 11 settembre, il mondo intero è preoccupato per queste storie di attacchi, scontri di civiltà, c’erano queste campagne di disinformazione, di ri-creare una guerra planetaria; poi è nato dalla necessità per l’individuo di rispondere a questo clima che ha creato il terrore, la paura di una guerra di civiltà […]””. Nel film è la radio a finire nel mirino del direttore: un meraviglioso veicolo in molti aspetti, ma anche negativi. Parole Incisive che Youssef indirizzata a Giuseppe: “Ora la radio che cosa è? Il corano?””. No, la radio annuncia la caccia a uno dei terroristi della strage di Madrid, porta il sospetto che in un angusto spazio della barca dei due pescatori, il sospetto che metterà fine alla loro amicizia attraverso inaspettate atti di violenza.

Film da vedere, assolutamente. “Io, l’altro” è un lavoro, svoltare a basso costo, e quasi interamente su una barca: intenso, doloroso, claustrofobico. Buona prova di recitazione dei due protagonisti: Bova (anche co-produttore del film) credibile con il siciliano stretto, e Martorana, straordinaria interprete siciliana, perfetto nel ruolo dell’immigrato tunisino. Buona visione.

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